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LE TECNOLOGIE DEL RENE ARTIFICIALE

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Il rene artificiale, detto anche rene bionico, è costituito da un microchip al silicio, lo stesso che viene utilizzato dalle industrie micrometriche nella costruzione dei computer.  Tale microchip costituisce il filtro del rene artificiale: esso infatti ha il compito di riconoscere le sostanze tossiche e gli eccessi d'acqua da rimuovere, filtrando così il sangue. Questa nanotecnologia rappresenta il progresso, permettendo alle persone affette da insufficienza renale di interrompere la terapia di emodialisi.  Per microchip si intende un circuito integrato di piccolissime dimensioni: il primo fu inventato da un ingegnere Jack Kilby. Egli riuscì a installare su una piastrina in silicio i resistori, i diodi, i condensatori e i relativi collegamenti.

LE SPECIFICHE DEL RENE ARTIFICIALE

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La funzione principale del rene artificiale è di pulire il sangue delle persone affette da insufficienza renale. Tale dispositivo è quindi in grado di sostituire la funzione reale dei reni presenti nel corpo dell'uomo, che però non funzionano più. "[...] Il rene è costituito da uno strumento che, nella sua realizzazione finale, raggiungerà le dimensioni di una tazzina da caffè e che sarà in grado di svolgere le principali funzioni del rene umano, quali filtrare le tossine, regolare la pressione sanguigna e produrre vitamina D. Il sistema è a due stadi; nel primo vengono utilizzati particolari filtri microscopici per il filtraggio dal sangue delle tossine metaboliche, mentre nel secondo, all’interno di un bioreattore, si realizza, grazie ai più recenti progressi dell’ingegnerizzazione dei tessuti, la crescita di cellule dei tubuli renali destinate a mimare l’azione del rene nel bilanciamento di elettroliti, metaboliti e acqua in modo da poter far svolgere all’apparecchi...